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Ultimamente odio lo squillo del telefono…
Amici e parenti…
Possibile che nessuno capisca che il mio unico
desiderio è di star sola, sono lì sul mio bel divano con un
pacchetto di patatine alla paprika ed un succo alla pesca, con il
solo intento di farmi del male guardando un vecchio film
strappalacrime oppure i video che abbiamo fatto insieme e
puntualmente squilla… La tentazione è forte, vorrei non rispondere
ma poi immagino mia madre che chiama a Chi l’ha visto…
Nulla di nuovo, solita telefonata.. Io mi
schiarisco la voce e rispondo con tono squillante per mostrare che
tutto va bene e dall’altra parte:”Ilaria cara, come stai oggi?”
Mentre rispondo che va tutto bene nella testa
penso “ma che razza di domande fate! Va come ieri, va come può
andare ad una donna che in un secondo ha dovuto fare i conti con la
realtà ed impostare tutta la sua vita in modo diverso… Chiudo
rapidamente la telefonata, la morsa che sento allo stomaco sta
diventando troppo forte, so di non reggere ancora molto la
conversazione… Esordisco con il mio solito:”Ti prometto che passo a
trovarti nel fine settimana, comunque stai tranquilla, sto benone,
sono solamente un po’ stanca…”
Nel frattempo è iniziata la pubblicità ed io ho
perso la parte cruciale del film…
I giorni scorrono veloci ed anche le stagioni,
è passato già un anno e le telefonate son diradate, o meglio, sono
cambiate, adesso sembra che tutti si prodigano alla ricerca del mio
futuro compagno e quindi interminabili telefonate e scuse che non si
beve più nessuno per declinare gli inviti a fatidiche cene a
quattro…
Nel frattempo ho preso un po’ di chili, non mi
entra più nulla, mi chiedo se è colpa delle abbuffate davanti alla
tv…
Credo che sia arrivato il momento di darci un
taglio, sono patetica, voglio entrare di nuovo nei miei vecchi jeans
e cambiare genere, da stasera solo film di De Sica… Al solo pensiero
mi sento ancora più patetica…
Mi cambio in fretta, ho deciso, esco a fare
shopping, alla fine questi 5 chili non mi stanno poi tanto male, il
seno adesso è degno quasi di una scollatura ed i fianchi si notano…
Come al solito la macchina decide di darti
pacco quando ne hai maggiore bisogno ed eccomi con i tacchi alti a
prendere la metro, non posso aspettare che passi l’attimo.
Corso Buenos Aires, prima tappa parrucchiere,
caspita è carino.. Non ci posso credere ho pensato che un uomo è
carino, non mi capitava da tanto tempo, da troppo tempo…Che peccato
è bastato il buonasera Signora per farmi notare che è gay, sarà il
mio cattivo karma, non mi demoralizzo perché questo indica che
sicuramente ha gusto e quindi gli dico semplicemente che voglio
uscire di lì diversa, più giovane, con un look aggressivo.
In meno di cinque minuti mi son trovata seduta
con una maschera all’argilla che tira da matti, una tipa con le mani
delicate che mi fa la pedicure, una che pensa alle mie mani e lui
che mi dice: Tranquilla, in venti minuti sarai una donna nuova, ma
non devi ridere…
Cosa più che scontata poiché il mio unico
pensiero è quanto mi sta per costare questa follia.
Non mi guardo allo specchio fino alla fine, il
risultato è più che soddisfacente, mia madre farà fatica a
riconoscermi, i capelli adesso hanno una forma, un bel taglio, gonfi
quanto basta, meches rosse ma non troppo, la pelle è luminosa,
particolarmente bianca ma non pallida come prima di entrare e le
mani da non credere, ricostruzione delle unghie, laccate di un rosso
scuro che mi ricorda i miei vent’anni.
Inutile menzionare la cifra per il capolavoro,
quasi quasi non me ne pento, infondo non mi faccio un regalo da una
vita ed oltretutto nell’ultimo anno, vivendo quasi da reclusa ho
risparmiato un bel po’.
Il giro per i negozi continua, evviva i saldi,
altrimenti non avrei mai comprato quest’abitino spettacolare senza
una ricorrenza.
I sacchetti cominciano ad esser troppi, meglio
rientrare.
Caspita che dolore… mi son slogata una caviglia
e cribbio il tacco è saltato ma la mente va veloce al braccio che ho
intorno alla vita, una stretta forte, mi volto ed il mio sguardo si
incrocia con il suo, occhi neri e penetranti che incrociano il verde
della mia iride.. Che sorriso, sto sognando.. No sono sveglia, mi
parla, mi chiede se riesco a reggermi in piedi ed io mi sento di già
una stupida, sto balbettando un tutto ok lui:”Due occhi così belli
non possono essere anche così tristi” Sorrido e ribatto:” Qualsiasi
donna sarebbe triste con un tacco in mano…” Mentre la dico mi
chiedo se ho azionato il cervello prima di parlare.. Mi reggo in
piedi a fatica e lui gentilmente mi scorta fino al metrò, dopo
cinque minuti che provo a dirgli che adesso posso cavarmela da sola,
ci rendiamo conto che la prima metrò è già partita, smetto di
discutere per non perdere anche la seconda, lui sale con me,
arriviamo alla mia fermata, lui prende tutti i miei sacchetti con un
braccio e con l’altro continua a mantenermi per la vita.
Fortunatamente abito a due passi…Arriviamo sotto casa, apro il
portone d’ingresso e gli chiedo se gli va di bere qualcosa, sento le
guancia in fiamme, che richiesta ardita, come se mi avesse letto nel
pensiero mi dice che non vuole mettermi in imbarazzo, che sa che la
mia è stata un’offerta per ringraziarlo ma che sa che non lo farei
volentieri… un attimo di silenzio e poi mettendosi in posa
d’inchino: “Il mio compito è finito signorina, desidero solo
conoscere il suo nome e sarò già un uomo fortunato” Non riesco a
fermarmi, scoppio a ridere mi presento, a quel punto lui prende un
bigliettino dalla tasca e me lo porge, mi da un bacio sulla guancia
e mi lascia lì, sulla porta con un: ”Ilaria, ho visto per un attimo
i tuoi occhi sorridere, spero di poterli vedere ancora”… Chiudo la
porta mi rendo conto che ho dimenticato del tutto il dolore alla
caviglia, che brutto il risveglio dai sogni… Mi fiondo in ascensore,
con il cuore più leggero…
Il giorno dopo arrivo in ufficio e non potete
immaginare gli sguardi di tutti, meravigliati, stupiti del vedermi
in gran forma...
Il suo biglietto da visita è ancora nella mia
borsa... perdo un'ora a pensare se chiamarlo è giusto o meno... Poi
mi dico che si vive una sola volta e che al massimo ho sprecato una
telefonata...
Sbagliavo... son passati altri due anni da
allora ed adesso viviamo insieme, lui mi completa ed io completo
lui... forse non sarà per tutta la vita... forse domani mi lascerà
per un'altra ma non importa, oggi "siamo" ed solo questo che conta
Ilaria B.
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