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ANASTASIA

 

     
 

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Anastasia Nikolaevna Romanov, era la figlia dell'ultimo zar della Russia, Nicola II. La gran duchessa e martire, non che principessa Anastasia, nasce a Peterhof (Russia) il 18 Giugno 1901 e muore a Ekaterinburg (Russia) il 17 luglio 1918. Bisogna sapere che lo Zar, la sua famiglia e tre camerieri erano stati scortati nella notte nei meandri di un bosco degli Urali, poco dopo il plotone di esecuzione si era allontanato, facendo credere che la paura e il terrore fosse passato, ma la realtà è che la piccola principessa alla tenera età di 17 anni fu trucidata con l'intera famiglia per ordine di Lenin. Dopo la sua morte la Duchessa e la sua intera famiglia furono proclamati santi. La sepoltura fu effettuata presso la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo e con questa tragica fine per la famiglia Romanov, morirono insieme a loro anche le ultime memorie dell'impero russo. Il grave avvenimento e il mistero con la quale le autorità sovietiche l'avevano circondato, diede modo di diffondere le voci più strane ed assurde sulla vicenda, i due vocii più diffusi erano: "che si trattava di una propaganda anticomunista e altri invece sostenevano che la strage era stata effettivamente consumata, ma che non tutti i componenti della famiglia Romanov erano stati uccisi" Ci si domandava quale di queste voci di corridoio era la pura realtà. Nel 1991 i cadaveri ormai diventati scheletri della famiglia Romanov vengono ricontrollati anche a causa di questo parlare, ma non solo, si scoprirà in seguito il perchè dopo lunghissimi novant'anni si decise di voler chiarire questa vicenda, anche su quest'ultimo atto compiuto c'è dietro un'atroce scoperta, infatti, gli scheletri erano nove e non undici, Anastasia e suo fratello maggiore non erano nelle loro rispettive tombe. Il 17 febbraio 1920 un poliziotto salvò con gran coraggio una ragazza suicida buttatasi nelle acque gelide della capitale tedesca. La fanciulla salvata era in stato di incoscienza e non avendo nessun documento con se non c'era modo per identificarla neanche una volta portata in ospedale, l'unica cosa che si poteva notare era che grosso modo poteva avere intorno ai vent'anni. Una volta risvegliatasi si poteva sperare che l'adolescente dichiarasse chi era, ma non fu possibile poichè non parlava e sembrava che non conoscesse la lingua tedesca, perchè quando gli venivano poste delle domande sembrava non capisse cosa le stessero dicendo. La donna senza identità presentava sul corpo numerose cicatrici di cui forniva spiegazioni confuse e incomprensibili. Convinti di avere a che fare con una malata di mente, i medici decisero di trasferire la sconosciuta nell'ospedale psichiatrico di Dalldorf dove fu registrata come l'«alienata numero 64». Rimase senza identità per alcuni mesi, poi da un giorno all'altro la fanciulla sembrava che riacquistò la la ragione ed iniziò a parlare, esprimendosi prima in russo e poi in tedesco, queste due lingue le conosceva alla perfezione, i medici che la seguivano non si stupirono di questo fenomeno, ma rimasero perplessi quando ella disse che era: "Anasta" con convincente lucidità, ovviamente i medici non avevano creduto ciò che lei affermava, ma la donna narrò la sua terribile avventura e ripercorse con precisione le drammatiche tappe di due anni spaventosi: l'assalto al palazzo imperiale, la fuga da Pietroburgo, i tremendi disagi sopportati, la cattura della sua famiglia da parte delle guardie rosse, la deportazione nella zona degli Urali ed infine la strage alla quale, affermava, lei sola era scampata grazie a un soldato dell'Armata Rossa, di nome Alessandro Ciacovskj, il quale, impietosito, l'aveva raccolta ferita e sottratta alla sepoltura nella miniere dei «quattro fratelli». La prima volta che raccontò questa storia i medici erano arrivati a pensare che era frutto dell'immaginazione, ma nei successivi interrogatori ricostruì ogni circostanza con i minimi particolari e per ogni domanda aveva una risposta credibile. Disse che aveva vissuto per qualche tempo con il suo salvatore, con la quale aveva avuto una figlia, ma che aveva dovuto abbandonarli per fuggire in Occidente, poichè gli agenti della Ghepeu dopo che scoprirono ci era minacciavano di ucciderla. Da quando si scoprì in giro questa ricomparsa della principessa cominciò l'altalena dei confronti, delle smentite e dei riconoscimenti.
ANASTASIA ANNA

Alcuni nobili russi rifugiati in Europa occidentale accusarono la donna di impostura, altri erano pronti a giurare che era effettivamente la figlia dello zar. Due che erano pronti a dichiarare che l'aliena numero 64 era la duchessa furono il cameriere segreto di Nicola II Ivan Wolkov e Alessandra Teglewa che era stata la governante di Anastasia dal 1908 al 1916. Ma per scoprire la verità fecero anche dei confronti con delle fotografie della famiglia imperiale, non si poteva negare che una certa somiglianza tra le due c'era, ma non bastò ad eliminare i dubbi degl'investigatori, sono stati anni a domandarsi quale fosse realmente la verità, come faceva ad essere lì se era stata dichiarata morta e la sua tomba era esistente? Questa era la domanda più frequente. Infondo la sconosciuta poteva semplicemente usufruire di questa somiglianza perchè aveva saputo che c'era un enorme somma di denaro, depositata dallo zar nella banca d'Inghilterra, la quale sarebbe spettata di diritto alla sua eventuale erede. Non c'è che dire questa storia si fa sempre più complicata e misteriosa. Mentre si scopriva la verità quale fosse fu affidato alla sconosciuta il nome di Anna Anderson, di certo non potevano continuare a chiamarla senza nome, numero 64, o Anastasia, voi lettori direte ma perchè non chiamarla Anastasia? Per il semplice motivo che se questa ragazza non sarebbe stata la gran duchessa, ma lo era soltanto nella sua fantasia sarebbe arrivata a convincersene ancora di più, invece così facendo poteva arrivare ad ammettere il suo vero nome. La ragazza fece il possibile per dimostrare di essere la persona che affermava, inutile dire che nessuno era disposto a credergli oltre a chi aveva già affermato di conoscerla già da prima come "Anastasia Nikolaevna Romanov". Ad Anna Anderson fu sempre impedito di avvicinarsi al tesoro della famiglia, perchè i giudici credevano che forse era l'obbiettivo di tutta quella messa in scena. Non erano tutti contro l'adolescente, nobili russi e miliardari americani sicuri di avere a che fare con la figlia dello zar offrirono alla fanciulla il loro appoggio, ospitalità e protezione. La presunta principessa Romanov  incassò i diritti cinematografici del film "Anastasia" ispirato dalla sua storia, prodotto dalla Fox a Hollywood con la regia di litvak. sposò lo storico dell'arte americano john Manaham, trascorrendo con quest'ultimo il resto della sua vita con la massima agiatezza. Morì a 82 anni a Charlotteville in Virginia, senza rivelare il segreto della sua identità. Dopo la storia di Anna Anderson ci furono altre donne che si spacciarono come lei per la figlia dello zar creduta morta. Addirittura l'agenzia spagnola "Efe" riferì dopo che erano stai recapitati documenti inediti presso quest'ultima che anche la sorella "gran duchessa Olga" si era salvata dalla strage familiare dei Romanov e non solo, uscì anche che per scappare le due sorelle si erano rifugiate in Italia dove sarebbero decedute e sepolte (Anastasia a Menaggio sul lago di Como sotto il nome di Marga Boodts e Olga nel cimitero romano di Prima Porta sotto il nome di principessa Romanov Dolgorouky), ma non finisce qui, l'agenzia riferisce anche che le due ragazze avevano goduto della protezione della regina Elena la quale le aveva addirittura autorizzate ad assumere il titolo di contesse di Fonzo. Se non bastasse alcuni anni dopo intorno al 1983 "Efe" rilanciò la notizia con un ulteriore notizia sconvolgente: "suor Pasqualina Lehenert, la religiosa che visse quarant'anni accanto a papa Pacelli, aveva dichiarato poco prima di morire che le due figlie dello zar erano state ricevute più volte in Vaticano in udienza privata dal Pontefice". Su questa storia triste e misteriosa nello stesso tempo molti hanno trovato anche il coraggio di ingigantire la vera vicenda da come mi si è potuto capire fin'ora, sulle confessioni dell'agenzia "Efe si è riuscita a trovare la vera spiegazione: si è trattato di uno scambio di persona. Le due dame russe che suor Pasqualina pensava fossero Anastasia e Olga erano le figlie del re del Montenegro cioè sorelle segrete della regina Elena (Militza e Xenia) che hanno vissuto quasi tutta la loro vita in Italia senza quasi mai farsi vedere in pubblico, quest'ultime due sorelle erano note come le «dame nere» perché praticavano riti occulti, e lettura dei tarocchi, essendo dedite allo spiritismo facevano parte dell'entourage di Rasputin, il libidinoso monaco-stregone che aveva plagiato anche la zarina Alessandra (madre di Anastasia). In fine su tutti gli imbrogli e le cose ingigantite su questo mistero resta in piedi soltanto quella di Anna Anderson è anche la storia dove sono state fatte più ricerchè e come abbiamo detto in precedenza nel 1991 sono state anche riviste le tombe di tutta la famiglia Romanov e effettivamente il suo cadavere non c'era insieme a quello del fratello Alessio, ma perchè allora lei ha sempre detto che era la sola ad essersi salvata? Effettivamente si potevano essere salvati entrambi ed essere certi della stessa cosa cioè di essere stati gli unici a salvarsi, ma a questo punto nasce spontanea un'altra domanda, come mai il fratello una volta che si è saputo che Anastasia non è andata a trovarla? Può essere che il fratello potesse essere deceduto prima di questa vicenda. Fino a qui si poteva ancora pensare che Anna e Anastasia erano la stessa persona, ma in una storia così misteriosa non può mancare il colpo di scena. Un medico conservò in naftalina un pezzo di intestino di Anderson, lo confessò dopo qualche anno della morte di quest'ultima. Vi domanderete a questo punto come faceva questo chirurgo ad avere in possesso un pezzo d'intestino della ragazza, insomma non stiamo parlando di un semplice braccialetto o qualcosa di simile. Quando Anna Anderson era ancora viva fu sottoposta ad un intervento e il dottore ha dovuto estrarre lì un pezzo d'intestino e ha pensato bene di conservarlo. Questo tessuto ora si poteva prestare per un esame del DNA che avrebbe potuto chiarire se Anna aveva mentito fino all'ultimo oppure se fosse stata lei realmente l'ultima erede dei Romanov, una volta ottenuti i risultati dell'esame si esclude quasi certamente che era una donna che potesse avere una parentela con i Romanov, anzi si pensava che potessero aver ragione le persone che la identificavano come: "Franziska Schwanzkowska", una persona assolutamente priva di ascendenti nobiliari. Qualcuno non era ancora convinto e le domande più frequenti e significative sono: "come mai Anna Anderson se non era realmente Anastasia ma addirittura era una persona senza neppure titoli nobiliare poteva ricordare tanti minuti dettagli della vita al palazzo reale? Come mai alcuni servitori dei Romanov affermavano che era la piccola del palazzo reale? ma la domanda più atroce è la seguente come è possibile che Anna aveva un segno alla spalla e fratture ad un piede e ad una mano, completamente identiche a quelle della principessa Anastasia? Inutile dire che a quest'ultime domande non è stata trovata nessuna risposta plausibile per capire il come mai di tutte queste coincidenze e in un certo qual senso questi dubbi non hanno dato la conferma certa che non erano le stesse persone.

 

Il colpo di scena finale è che fu ritrovato il cadavere di Sant'Anastasia nella miniera dei quattro fratelli e questo toglie tutti i dubbi sulla sua morte. Anastasia Romanov morì alla tenera età di 17 anni.

Ma cosa ci da la certezza che quel corpo era davvero quello della giovane granduchessa?

 

     
 

 

 

 

 

     

 


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