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Ele

Stampato da: Forum Centro Isa
Categoria: Centro Isa
Nome del Forum: Fantasy Forum
Descrizione del forum: ecco a voi lo spazio dove potrete sbizzarrirvi con un gioco che sta per arrivare
URL: http://www.CentroIsa.com/forum//forum_posts.asp?TID=898
Data di Stampa: 19 Nov 2017 alle 03:53


Topic: Ele
Postato da: Ele78
soggetto: Ele
Postato in data: 10 Ott 2009 alle 11:59
Questo è il mio topic...mi raccomando ragazzi/e iscrivetevi...dobbiamo vincere!
SIAMO I.....THE BEST!


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Ele78



Risposte:
Postato da: Bibi
Postato in data: 11 Ott 2009 alle 10:04
Eccomi !!! Ciao a tutti e a te Elena 78!!!
Il motto di sempre e.......DOBBIAMO VINCERE !!!
 
E con questo ti auguro una felice domenica piena di sole come qui in svizzera, un bacio a presto!!!Thumbs%20Up


Postato da: Ele78
Postato in data: 11 Ott 2009 alle 21:11
Anche qui c'era un bel sole caldo ma pare che le previsioni per i prox giorni siano abbassamento delle temperature Ouch!peccato...Ok bibi diamoci da fare x vincereeeeeeeeeeee!un bacio 

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Ele78


Postato da: Ele78
Postato in data: 13 Ott 2009 alle 20:18
E ora si inizia il gioco parlando di cucinaaaaaaaaaaaa..Smile
Chi non è goloso di una bella torta di mele oppure che nè dite di un bel piatto di pasta allo scoglio oppure un bel piatto di spaghetti alla carbonara?Allora restate sintonizzati su questo forum che ne vedrete delle belle!
COMINCIAMO....
Che inizino le danze con..


TORTA AL CIOCCOLATOApprove

Ingredienti:
 
3 uova
100gr di zucchero
70gr di cacao amaro
80gr di burro
150 di farina
un bicchiere di latte
una bustina di lievito

Sbattere gli albumi separandoli dai tuorli fino a che non diventeranno spumosi, sbattere i tuorli con il burro ammorbito e lo zucchero,aggiungere il latte, gli albumi montati, il cacao,la farina.
Amalgamare il tutto bene e infine aggiungere il lievito.Imburrare e infarinare una teglia rotonda e infornare il tutto in un forno riscaldato in precedenza a 180° per 30 minuti.Approve

Provare per credere...è ottima

Restate sintonizzati su questo forum per avere altre ricettte di EleCool


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Ele78


Postato da: Bibi
Postato in data: 18 Ott 2009 alle 11:31
Ok........MUN...........il cioccolato!!!
Io che sono in svizzera il cioccolato esce da tutti i pori, ma....c'e sempre un ma..!!!
Un piccolo quadretto di cioccolato la mattina a digiuno, fa partire con il piede giusto, provate e vedete!!!
Ho detto solo un piccolo pezzetto, altrimenti.......mamma le calorieThumbs%20Down
Ma cosa importa.....tanto e solo un piccolo piacere per la gola!!!
Un CoolElena a presto e..................... si dobbiamo vincere!!!


Postato da: Ele78
Postato in data: 18 Ott 2009 alle 12:46
Eh già che arrivi dalla svizzera! Il vostro cioccolato è ottimo..ogni tanto un quadretto me lo mangio, soprattutto quando sono giù di umore e devo dire che funzionaThumbs%20Up
A presto! baciotti


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Ele78


Postato da: Ele78
Postato in data: 26 Ott 2009 alle 18:14

Sacher Torte




Le origini della più famosa torta al mondo, la Sacher Torte originale, sono da far risalire al 1832, quando un'apprendista pasticciere di 16 anni di nome Franz Sacher, mentre sostituiva lo chef che era sul letto di morte presso la corte del Principe Metternich, creò un dessert per degli ospiti particolari: La Sacher Torte Originale.
I suoi sforzi furono del tutto ripagati dal pieno successo riscosso. Iniziò, così, il tour de force nella produzione di questo dolce che conta la produzione complessiva di circa 270.000 pezzi e, proprio come 160 anni fa, vengono tutte farcite di marmellata di albicocche, ricoperte di cioccolato e impacchettate manualmente.

Le torte consistono di materie prime eccezionali, ecco qualche numero: 1,2 millioni di uova, 80 tonnellate di zucchero, 70 tonnellate di cioccolato, 37 tonnellate di marmellata di albicocche, 25 tonnellate di zucchero, 30 tonnellate di farina.

Fino ad oggi la ricetta della Sacher Torte originale, che prevede esclusivamente l'utilizzo di prodotti puramente naturali senza conservanti, è un segreto molto ben conservato dell'Hotel Sacher.

La Sacher Torte Originale è, inoltre, protetta da un marchio di fabbrica e, ad oggi, non ci sono licenze per la rivendita di questo prodotto o altro in nessuna parte del mondo.

Per garantire la conservazione ottimale di questa specialità, viene raccomandata una conservazione ad una temperatura tra i 16°C e i 18°C.
La Sacher Torte Originale viene servita al suo meglio con panna montata non dolce e una tazza del Caffè Sacher Originale o the.

La ricetta:

Difficoltà 

Reperibilità  alimenti


Ingredienti

Per la pasta: 150 gr di farina, 150 gr di cioccolato fondente, 150 gr di burro, 150 gr di zucchero, 5 uova.
Per la farcitura: marmellata di albicocche.
Per la glassa di copertura: 100 gr cioccolato fondente, 70 gr di zucchero

Preparazione

Spezzettate anzitutto il cioccolato fondente e quindi fatelo sciogliere a bagnomaria in un pentolino. Nel frattempo lavorate a crema il burro tenuto a temperatura ambiente, aggiungendovi metà dello zucchero. Unitevi il cioccolato a cucchiaiate e. rimestando di continuo, i tuorli, uno alla volta. Montate a neve ben ferma gli albumi unendovi lo zucchero rimanente e quindi aggiungetene una parte al composto di burro, servendovi della frusta. Poi, aiutandovi con un mestolo di legno, incorporate delicatamente il resto degli albumi, alternandoli via via alla farina. Preparato l'impasto, imburrate e infarinate uno stampo a cerniera, versatevi il composto e cuocetelo in forno per circa un'ora a una temperatura di 180°. A cottura ultimata, togliete il dolce dal forno, lasciatelo raffreddare,quindi tagliatelo a metà in senso orizzontale e farcitelo di marmellata di albicocche. Poi portate a ebollizione in un pentolino un paio di cucchiai di marmellata insieme con un cucchiaio d'acqua, passatela al setaccio e spalmatela uniformemente sulla superficie della torta. A questo punto passate alla preparazione della glassa: in un pentolino sciogliete lo zucchero in un bicchiere d'acqua e. tenendo mescolato, fate bollire a fuoco lento per 5 minuti. Lasciate quindi raffreddare lo sciroppo ottenuto, unitevi il cioccolato sbriciolato e mescolate in modo da scioglierlo e poter ottenere un composto liscio e omogeneo. Poi rimetterlo sul fuoco a fiamma moderata e fatelo uocere mescolando sempre, finché si sia addensato. A quel punto versatela sulla torta e spalmatela in modo uniforme sulla superficie.


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Ele78


Postato da: Ele78
Postato in data: 27 Ott 2009 alle 13:07
Tra pochi giorni è il 31 ottobre e questa data ci fa venire in mente:


halloween!!



Non tutti sanno la storia di halloween (compresa io) così ho

pensato di scrivere un pò la storia!

Il
Il termine Halloween deriva dal fatto che il 31 di ottobre è la vigilia di Ognissanti, ovvero il giorno in cui la tradizione cristiana celebra tutti i santi, in blocco, nessuno escluso.
Questa data, il 1° novembre, è denominata in inglese All Hallows' Day. A questo punto occorre tenere presente che presso i popoli antichi (e pure per gli ebrei di oggi) il giorno non incomincia allo scoccare della mezzanotte, bensì qualche ora prima, al tramonto.

Ecco perchè, per esempio, si attribuisce tanta importanza alla vigilia di Natale: il 24 dicembre, infatti, non è solo il giorno prima, ma costituisce senza soluzione di continuità la prima parte del Natale stesso.

Ora, per analogia, la vigilia di Ognissanti è denominata All Hallow' Eve (dove "eve" sta per "vigilia"), ma anche All Hallows' Even (che costituisce il concetto di "vigilia" con quello di "sera"); è facile immaginare come quest'ultima definizione si sia contratta in Hallows' Even, e da lì ad Halloween il passo è stato breve.  

Le origini di questa festa risalgono all'epoca in cui le isole britanniche erano dominate dalla cultura celtica, prima che l'Europa cadesse sotto il dominio di Roma. L'anno nuovo, allora, cominciava con il 1° novembre, quando i lavori nei campi erano completamente conclusi, il raccolto era al sicuro, ed i contadini potevano finalmente rilassarsi e godersi i doni che gli dei avevano loro concesso. In tale data, quindi, tutte le divinità pagane venivano ricordate ed evocate a titolo di ringraziamento ed auspicio per l'anno entrante; le porte delle dimensioni ultraterrene erano considerate aperte, per quella notte, e tutti gli spiriti erano liberi di vagare sulla terra e di divertirsi insieme agli uomini.

L'aspetto di festa gioiosa, comunque, non dispiacque alla Chiesa, che in un certo qual modo si impadronì della ricorrenza per celebrare tutti i santi del cristianesimo: ecco allora nascere il nostro giorno di Ognissanti (che non a caso, ricordiamo, precede immediatamente il Giorno dei Morti, tanto per ribadire l'inscendibile legame che collega la dimensione terrena con quella ultraterrena, sia essa la sfera celeste o molto più genericamente l'aldilà).

Da allora, l'antica Halloween è divenuta sinonimo di notte stregata, popolata da tutti gli spiriti maligni che la fantasia potesse immaginare.



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Ele78


Postato da: Ele78
Postato in data: 29 Ott 2009 alle 14:12
Oggi parliamo un pò di gatti e in particolar modo:

Il gatto Certosino

certosino

GC, BW, NW CHARLEVAL ALITTLE LESS CONVERSATION, Chartreux Male - Foto: © Larry Johnson

IL GATTO DEI PELLICCIAI

Il Certosino è senza ombra di dubbio uno dei gatti più belli che esistano. Ha il pelo soffice e morbido che al tatto sembra quasi seta, ed è di uno splendido color grigio cenere. Le zampe sono corte e paffute, i piedi rotondi, con le dita piccole, come quelli delle bambole. La coda è folta, spessa alla base per poi assottigliarsi in punta, gli occhi accesi sono di color rame. L’espressione del muso poi, è irresistibile. Sembra sempre che il gatto stia sorridendo, che stia salutando nella maniera più allegra le persone che gli stanno attorno. E con un carattere pacifico, tollerante e affettuoso, il Certosino è sempre alla ricerca di carezze, del contatto fisico con il padrone. Insomma, ha tutte le caratteristiche per essere un vero pelouche da stringere e coccolare.

I suoi modi un po’ raffinati ed eleganti tradiscono la sua origine europea. La razza venne infatti selezionata in Francia nel Settecento e da allora il Certosino è sempre stato considerato il gatto nazionale francese. In passato diventò una specie di simbolo dello stato ed era il micio preferito dal generale Charles de Gaulle. E anche quello più amato da Colette. La celebre scrittrice, che proprio ad uno dei suoi numerosi Certosini dedicò il romanzo “La gatta” del 1933, adorava moltissimo trascorrere del tempo con i suoi gatti. Scrisse di loro: “I compagni migliori non hanno mai meno di quattro zampe” e anche “l’idea che hanno i gatti della comodità è assolutamente incomprensibile agli umani”. Fiera della sua nazionalità, Colette amava i Certosini anche perché erano, come si è detto, uno dei simboli della Francia. La sua scelta di circondarsi di questi gatti fu quindi dettata anche dall’orgoglio nazionale, lo stesso che la spinse a non lasciare mai Parigi durante l’occupazione tedesca.

Purtroppo il Certosino non è sempre stato un apprezzato animale da compagnia. Nel Settecento veniva anche allevato a scopo alimentare. C’era infatti chi mangiava la sua carne, come fosse stato un coniglio o un maialino. Ma era soprattutto la sua folta pelliccia, molto simile al tatto a quella della lontra, ad essere molto ricercata. Fu proprio nell’ambiente dei pellicciai che al “Gatto grigio francese”, come si chiamava allora, venne dato il nome di Certosino. Sui banchi dei commercianti di tessuti, le merci migliori e più pregiate erano la pelle dei Gatti grigi e una lana che veniva dalla Spagna e si chiamava “lana di Certosino”. Entrambe erano straordinariamente morbide e così, poco a poco, si finì per identificarle. Da quel momento il termine “Chartreux”, Certosino appunto, venne esteso anche ai gatti.

Oggi questo micio conquista soprattutto per la sua indole. Sviluppa un attaccamento molto particolare con chi si occupa di lui, al punto da seguirlo come un cagnolino. Per questa ragione a volte il Certosino viene chiamato “il gatto-cane”. Gli allevatori sostengono che, a differenza di altre razze, nel Certosino è il maschio ad affezionarsi maggiormente alle persone. La femmina invece rimane più distaccata e riesce a stare da sola per diverso tempo.

Occuparsi di un Certosino è molto semplice, se si tiene presente il fatto che non vuole restare in disparte ma essere sempre al centro dell’attenzione. Il suo mantello abbastanza corto necessita solo di una spazzolata ogni tanto per eliminare il pelo in eccesso durante il periodo della muta. Ma si deve però fare attenzione al cibo perché il Certosino è davvero molto goloso, un buongustaio che non dice di no a nulla. Se non si vuole farlo ingrassare troppo bisogna dosare la sua pappa e abituarlo a mangiare a orario, senza lasciargli a disposizione tutto il giorno la ciotola piena.

Roberto Allegri

STORIA

Originario della Siria, il Certosino è probabilmente approdato in Francia bel XVIII secolo dove oggi è molto diffuso, a tal punto che viene ritenuto il gatto nazionale dei francesi. Negli anni 70 è arrivato in America.

COM'E' FATTO

E' un gatto massiccio,compatto e muscoloso,con spalle forti, petto largo e ben sviluppato

Taglia: medio-grande,pesa tra i 4 e i 6 kg

Testa: larga ,non rotonda.

Orecchie: di media grandezza,poco aperte alla base e con punte lievemente arrotondate.

Occhi: arrotondati e aperti,di colore arancio o rame. Alla nascita gli occhi sono di colore blu,ma dopo 6-12 mesi diventano arancioni o gialli oro.

Naso: diritto.

Corpo: forte e robusto;ossatura robusta;muscolatura compatta e forte.

Piedi: devono essere piccoli rispetto al corpo e di forma arrotondata.

Coda: lunga e robusta.

Mantello: medio-corto di tessitura densa e un pò lanosa. Il mantello è formato da 2 strati:il sottopelo,spesso e fitto,e lo strato superficiale,lucido e folto.

Colori: grigio,grigio blu,o grigio chiaro. Lo standard ammette tutte le tonalità,dal grigio-blu a quello scuro. Deve essere il più uniforme possibile e senza striature,disegni o peli bianchi. Solo i cuccioli possono presentare leggere striature sugli arti e sulla coda: spariranno dopo qualche mese quando il mantello raggiungerà il colore definitivo.

Vita media: tra i 13 e i 14 anni

CARATTERE

Il Certosino è un gatto calmo , tranquillo,equilibrato e rassicurante che per la sua straordinarie doti ben si addice al ruolo di compagno di persone sole o anziane

Non ama essere preso in braccio o strapazzato inutilmente:è di indole indipendente.

Si adatta bene alla vita in appartamento,ma deve avere abbastanza spazio a disposizione.

Se ha la possibilità di uscire di casa si rivela un buon cacciatore.

Sopporta bene le basse temperature.

Il suo intuito,associato alla discrezione,lo rendono ineguagliabile come animale da compagnia

Sa capire quando il suo padrone è disponibile,sa ‘intuire’ e cogliere al volo le situazioni,sa quando muoversi e soprattutto sa rendersi indispensabile

Fiero ed indipendente il certosino è proprio come suggerisce il suo possente aspetto:un magnifico gattone con i nervi saldi e sicuro di sè

Non si addice a convivere con chi è facile preda di bruschi cambi d’umore o con chi grida inutilmente. I rumori ,i dispetti e l’inutile vociare lo disturbano e l’innervosiscono.

CURE

Il suo corto mantello non ha bisogno di particolari cure:va spazzolato una volta alla settimana. Nel periodo della muta va rimosso il pelo morto con un guanto di gomma o spazzolato il mantello ogni giorno. Occhi e orecchie si puliscono con un panno umido due volte al mese.

ALIMENTAZIONE

La sua dieta deve essere a base di carne integrata con verdura e riso. Vanno bene anche alimenti confezionati e cibo secco. E’ un gatto di grossa mole,forte e robusto e dotato di un appetito formidabile Saziarlo,quindi,non è un problema ma bisogna fare molta attenzione a fornirgli la giusta razione in funzione delle necessità e dell’apporto nutrizionale richiesto dalle diverse fasi della vita dell’animale. I cuccioli dovranno essere alimentati con un cibo equilibrato ed adatto alla crescita,il gatto adulto con una razione adatta al mantenimento mentre si avrà cura di fornire una alimentazione ad apporto calorico controllato per tutti quei gatti che che hanno tendenza ad ingrassare. L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale nella vita di un gatto ,una sana ed equilibrata razione permetterà di mantenere l’animale in buona salute e renderlo naturalmente più resistente alle avversità e alle malattie.

RIPRODUZIONE

Sia il maschio che la femmina vanno fatti riprodurre intorno all'anno di età. La gravidanza dura in media 65 giorni. Nascono in media 3-4 cuccioli per parto. Lo svezzamento può iniziare intorno al 30° giorno. Proprio per la loro rusticità anche il parto,in questa razza, tende a svolgersi nel modo più naturale possibile. I cuccioli alla nascita sono ciechi e aprono gli occhi tra l’ottavo e il dodicesimo giorno di vita; nascono con gli occhi blu. Verso i 60 giorni cominceranno a virare di colore e ad assumere un colore nocciola. Solo dopo i sei mesi (in alcune linee questo si verifica anche dopo l’anno di età) assumeranno il colore arancio o cuoio definitivo.





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Ele78


Postato da: Ele78
Postato in data: 31 Ott 2009 alle 21:26
Significato dei nomi!

Oggi parliamo di nomi e in particolare del loro significato!

Visto che io mi chiamo Elena analizziamo il suo significato

Il nome greco Helene, al maschile Helenos, latinizzato in Helena, deriva da "hele", splendore, luce, bagliore del sole o della luna (vedi anche Elio o Selene). È uno dei nomi femminili più diffusi in Italia anche nella variante doppia Maria Elena.
Viene festeggiato il 18 agpsto in onore di Sant'Elena imperatrice.
Il nome è assai diffuso in Italia, infatti lo troviamo al 15° posto per frequenza tra i nomi femminili. Anche l'ultima regina d'Italia portava questo nome, Elena di Savoia appunto, regina dal 1900 al 1946. L'onomastico si festeggia tradizionalmente il 18 agosto in onore di Santa Flavia Julia Helena Augusta, la madre di Costantino il Grande, vissuta tra il 247 e il 327. E' patrona dei tintori.



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Ele78


Postato da: Ele78
Postato in data: 03 Nov 2009 alle 13:04
ODE ALLA VITA


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare.

Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria
sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.

Pablo Neruda





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Ele78


Postato da: Ele78
Postato in data: 03 Nov 2009 alle 13:06
Felicità dove sei?



Se non trovi la Felicità
forse è perchè la cerchi dalla parte sbagliata,non la cerchi nei tuoi panni...
Non la cerchi nel tuo focolare.
Secondo te, gli altri sono piu' felici,ma tu non vivi a casa loro...
Dimentichi che tutti hanno i loro problemi e se fossi al posto degli altri, certamente non ti piacerebbe.
Come puoi amare la vita
se il tuo cuore è pieno d'invidia?
Se non ti ami?
Se non ti accetti?
Il piu' grande ostacolo alla Felicità, forse è sognare una Felicità troppo grande.
Cogli la Felicità con il contagocce:
sono le goccioline a fare gli oceani.
Non cercare la Felicità nei tuoi ricordi,non cercarla neppure nel futuro:
cercala nel presente.
E' qui, e qui soltanto, che essa è in attesa.
La Felicità non è un oggetto
che puoi trovare fuori da te.
La Felicità è solo un progetto
che parte da te, e in te si realizza.
Non vi è mercato della Felicità,
non vi è macchina della Felicità.
Ci sono persone che credono nella Felicità,
ci sono persone che costruiscono la loro Felicità.
Se allo specchio il tuo volto non ti piace,a che servirà rompere lo specchio?
Non è lo specchio che va infranto,
sei tu che devi cambiare.

Charles E. Plourde


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Ele78


Postato da: Ele78
Postato in data: 03 Nov 2009 alle 19:04


Oggi parliamo di un bellissimo fiore:

LA ROSA

La rosa, della famiglia delle rosaceae è una pianta che comprende circa , 150 specie numerose varietà con infiniti ibridi e cultivar, originarie dell'Europa e dell'Asia, di altezza variabile da 20 cm a diversi metri, comprende specie cespugliose, sarmentose, rampicanti, striscianti, arbusti e alberelli a fiore grande o piccolo, a mazzetti, pannocchie o solitari, semplici o doppi, frutti ad achenio conutenuti in un falso frutto (cinorrodo); le specie spontanee in Italia sono oltre 30 di cui ricordiamo la rosa canina la più comune, la R.gallica oco comune nelle brughiere e luoghi sassosi, la R. glauca frequente sulle alpi, la R. pendulina comune sulle alpi e l'Appennino settentrionale e la R. sempervirens.

Il nome, secondo alcuni, deriverebbe dalla parola sanscrita vrad o vrod, che significa flessibile. Secondo altri, invece, il nome deriverebbe dalla parola celtica rhood o rhuud, che significa rosso

Uso


Come pianta ornamentale nei giardini, per macchie di colore, bordure, alberelli, le sarmentose o rampicanti per ricoprire pergolati, tralicci o recinzioni, le specie nane dalle tinte brillanti e con fioriture prolungate per la coltivazione in vaso sui terrazzi o nei giardini rocciosi.

Industrialmente si coltivano le varietà a fusti eretti e fiori grandi, per la produzione del fiore reciso, che occupa in Italia circa 800 ettari, localizzati per oltre la metà in Liguria il resto in Toscana, Campania e Puglia

I petali vengono utilizzati per le proprietà medicinali, per l'estrazione dell'essenza di Rosa e degli aromi utilizzati in profumeria, nell'industria essenziera, nella cosmetica, pasticceria e liquoristica.

Come pianta medicinale si utilizzano oltre ai petali con proprietà astringenti, anche le foglie come antidiarroico, i frutti ricchi di vitamina C diuretici, sedativi, astringenti e vermifughi, i semi per l'azione antielmintica, e perfino le galle prodotte dagli insetti del genere Cynips ricche di tannini per le proprietà diuretiche e sudorifere.

In aromaterapia vengono attribuite all'olio di rosa proprietà afrodisiache,sedative http://it.wikipedia.org/wiki/Sedativo - ,antidepressive,antidolorifiche,antisettiche toniche del cuore, dello stomaco, del fegato, regolatrici del ciclo mestruale.

Le giovani foglie delle rose spontanee servono per la preparazione di un té di rosa



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Ele78


Postato da: Bibi
Postato in data: 13 Nov 2009 alle 11:30

La cioccolata

La mia passione per la cioccolata è quasi pari a quella per la Natura. Chiaramente esagero dicendo che un giorno senza cioccolata è come un giorno senza sole, ma non c'è dubbio che comunque allieta la giornata. Sì, lo ammetto: ne sono dipendente.

Prediligo la cioccolata amara. La migliore è Chili, al peperoncino, della Lindt. Il sapore dolce e di cacao iniziale lascia spazio e corpo al piccante del peperoncino...

Da non perdere assolutamente:

  • A Vienna la Sacher Torte, che non ha bisogno di descrizione.
  • A Modica, Sicilia, la cioccolata modicana. Modica è una bellissima cittadina, patria di un cioccolato speciale fatto con una pasta di cacao amaro e zucchero di canna. È un cioccolato diverso da come la conosciamo noi. Consiglio vivamente quella alla cannella e al peperoncino.

Il mondo - secondo Socrate, il nonno di Margherita - si divide in:
quelli che mangiano il cioccolato senza pane; quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane; quelli che non hanno il cioccolato; quelli che non hanno il pane."

Thumbs%20UpBroken%20Heart



Postato da: Ele78
Postato in data: 13 Nov 2009 alle 13:15
Brava Bibi...aiutami nel gioco! qui nessuno gioca e rischiamo l'annullamento del giocoCry

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Ele78


Postato da: Bibi
Postato in data: 14 Nov 2009 alle 21:23
 
Questo e il mio bellissimo paese, la perla del Salento:Gallipoli
 
 
 
 
 
 
 
 
Come perla incastonata
in un anel di mare, rifulgi di bellezza.
Ti cinge, trepidando,
e ti bacia il vento, geloso ti rapisce e porta con sé granelli di carparo, tua bellezza.
Dall'ellenica fonte
il riverbero di civiltà di storia e d'arte si spande verso i mari e gli oceani e in altre sponde approda.



Postato da: Ele78
Postato in data: 15 Nov 2009 alle 15:46
ROMEO E GIULIETTA

Romeo e Giulietta è una tragedie di William Shakespeare tra le più famose e rappresentate, e una delle storie d'amore più popolari di ogni tempo e luogo.

La vicenda dei due protagonisti ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l'archetipo dell'amore perfetto ma avversato dalla società.

Nel prologo, il coro racconta agli spettatori come due nobili famiglie di Verona, i Montecchi e i Capuleti, si siano osteggiate per generazioni e che "dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella cui tragico suicidio porrà fine al conflitto".

Trama

Il primo atto comincia con una rissa di strada tra i servi delle due famiglie, interrotta dal Principe di http://it.wikipedia.org/wiki/Verona - Verona, che per ogni ulteriore scontro dichiarerà responsabili con le loro stesse vite i capi delle due famiglie per poi disperdere la folla. Paride, un giovane nobile, ha chiesto al Capuleti di dargli in moglie la figlia quattordicenne, Giulietta. Capuleti lo invita ad attirarne l'attenzione durante il ballo in maschera del giorno seguente, mentre la madre di Giulietta cerca di convincerla ad accettare le offerte di Paride. Questa scena introduce la nutrice di Giulietta, l'elemento comico del dramma. Il rampollo sedicenne dei Montecchi, Romeo, è innamorato di Rosalina, una Capuleti (personaggio che non compare mai). Mercuzio (amico di Romeo e congiunto del Principe) e Benvolio (cugino di Romeo) cercano invano di distogliere Romeo dalla sua malinconia, quindi decidono di andare mascherati alla casa dei Capuleti, per divertirsi e cercare di dimenticare. Romeo, che spera di vedere Rosalina al ballo, incontra invece Giulietta.


I due ragazzi si scambiano poche parole, ma queste sono sufficienti a farli innamorare l'uno dell'altra e a baciarsi. Prima che il ballo finisca, la Balia dice a Giulietta il nome di Romeo, e (separatamente) viceversa. Romeo, rischiando la vita, resta nel  http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_di_Giulietta - giardino dei Capuleti dopo la fine della festa, e nella famosa scena del balcone, i due si dichiarano il loro amore e decidono di sposarsi in segreto. Il giorno seguente, con l'aiuto della Balia, il  http://it.wikipedia.org/wiki/Francescano - francescano Frate Lorenzo unisce in matrimonio Romeo e Giulietta, sperando così di portare pace tra le due famiglie attraverso la loro unione.

Le cose precipitano quando Tebaldo, cugino di Giulietta e di temperamento iracondo, incontra Romeo e cerca di provocarlo a un duello. Romeo rifiuta di combattere contro colui che è ormai anche suo cugino, ma Mercuzio (ignaro di ciò) raccoglie la sfida. Tentando di separarli, Romeo inavvertitamente permette a Tebaldo di ferire Mercuzio, che muore augurando "la peste a tutt'e due le vostre famiglie". Romeo, nell'ira, uccide Tebaldo. Il Principe condanna Romeo solo all'esilio (perché Mercuzio era suo congiunto e Romeo l'ha solo vendicato): dovrà lasciare la città prima dell'alba del giorno seguente. I due sposi riescono a passare insieme un'unica notte d'amore. All'alba, svegliati dal canto dell'allodola, messaggera del mattino (che vorrebbero fosse il canto notturno dell'usignolo), si separano e Romeo fugge a Mantova.

Giulietta dovrebbe però sposarsi tre giorni dopo con Paride. Frate Lorenzo, esperto in erbe medicamentose, dà a Giulietta una pozione che la porterà a una morte apparente per quaranta ore. Nel frattempo il frate manda un messaggero a informare Romeo affinché egli la possa raggiungere al suo risveglio e fuggire da Mantova.

Sfortunatamente il messaggero del frate non riesce a raggiungere Romeo poiché Mantova è sotto quarantena per la  http://it.wikipedia.org/wiki/Peste - peste,e Romeo viene a sapere da un servitore della famiglia del funerale di Giulietta (una interessante incongruenza nella storia: come avrebbe fatto il servitore a tornare a Mantova dopo aver assistito al "funerale" di Giulietta?). Romeo si procura un veleno, torna a Verona in segreto e si inoltra nella cripta dei Capuleti, determinato ad unirsi a Giulietta nella morte.

Romeo, dopo aver ucciso in duello Paride, che era giunto anche lui nella cripta, e aver guardato teneramente Giulietta un'ultima volta, si avvelena pronunciando la famosa battuta "E così con un bacio io muoio" (Atto 5 scena III). Quando Giulietta si sveglia, trovando l'amante e Paride morti accanto a lei, si trafigge così con il pugnale di Romeo.

Nella scena finale, le due famiglie e il Principe accorrono alla tomba, dove Frate Lorenzo gli rivela l'amore e il matrimonio segreto di Romeo e Giulietta. Le due famiglie, come anticipato nel prologo, sono riconciliate dal sangue dei loro figli, e pongono fine alla loro guerra.




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Ele78


Postato da: Bibi
Postato in data: 21 Nov 2009 alle 21:14
                    
           PAROLE D'AMORE!!!
 
Quelle parole…scritte nello specchio del cielo
senza vergogna, senza nessuna paura,
un inchiostro amaro che vorrei cancellare,
ma nulla lo permette…le stelle sembrano parlare di te
e io ascolto il loro canto…Notti passate a pensare,
a piangere per un amore impossibile.
I tuoi occhi stanotte guardano ancora il cielo…
lo sbattere di due ali riaccende una speranza…
Un angelo splendido arriva al mio fianco
e quando mi ritrovo nei suoi occhi, nei tuoi occhi
capisco che le parole sono finite. Sono parole a lungo custodite
vorrei farle scendere ad una ad una con delle lacrime
ma sono imprigionate nel mio cuore
E’ la dura realtà che non può cambiare e solo e triste
mi ritrovo avvolto da queste gelide coperte
mentre l’unico conforto sono le note di una canzone
che parla di un amore puro, sincero
ma mai troppo impossibile per nascere!



Tempo che aspetta te e nessun altro, dolce tempo, impaziente tempo.

Tempo che aspetta il tuo sorriso, la tua voce...tempo di ascoltarti.
Tempo di tenerti qui, con me, tempo di amarti.
Tempo di posare le mie mani sul tuo cuore, tempo di svegliarti.
Tempo di lasciarti andare e poi ritrovarti,tempo di capirti e poi desiderarti.
Tempo troppo tempo prima di ascoltare le tue parole, tempo poco tempo per lasciarle arrivare al mio cuore.
Tempo che vola e che mi lasci in attesa...
tempo niente altro che il tempo..
di aspettarti.




Postato da: Bibi
Postato in data: 24 Nov 2009 alle 20:50
 
 
                                  TEMA SULL'AMICIZIA!!!
 
 
L'amicizia è un valore molto importante nella mia vita, infatti non riesco ad immaginare quale immenso, piatto deserto possa essere l'esistenza della mia età senza amici. Molto spesso siamo portati a definire "amici" tutte quelle persone con le quali abbiamo dei rapporti frequenti, con cui scambiamo quattro chiacchiere o usciamo il sabato sera e non ci rendiamo conto che in realtà la maggior parte di costoro sono dei semplici conoscenti, l'amico è ben altro: è colui con il quale possiamo sempre e comunque essere noi stessi, senza veli, senza finzioni, che conosce tutti i nostri pregi ma anche i nostri difetti e nonostante ciò non ci chiede di cambiare; una persona alla quale sentiamo di poter confidare i nostri pensieri, i segreti più intimi, senza timore di essere giudicati; è colui al quale possiamo dare tutta la nostra fiducia sicuri che non ci tradirà mai; all'amico puoi chiedere una mano senza che lui pretenda un tornaconto personale; è chi ti resta vicino non per cosa hai, ma per chi sei; che prova gioia a stare con te, anche se non condivide necessaria-mente tutti i tuoi interessi. Gli amici non sono nostri "cloni", ma sono un completamento di noi stessi, con i quali si crea una perfetta sintonia per cui anche senza bisogno di grossi discorsi, l'altro sa già cosa vuoi dire e viceversa, anzi l'amico è colui con il quale puoi anche stare in silenzio. La cosa più importante in un rapporto di amicizia, secondo me, è il rispetto unito naturalmente alla sincerità, alla comprensione ed alla reciproca complicità. L'amicizia è un legame profondo e confidenziale che unisce due o più persone, infatti questo sentimento ha un pregio fondamentale: si può distribuire tra molti individui, con varie sfumature, senza che nessuno di essi si senta svalutato. Il "gruppo" vive importanti e decisive esperienze che restano indimenticabili nella vita, ma è fondamentale che all'interno dello stesso ognuno trovi lo spazio necessario per esprimersi, confrontarsi, condividere, mantenendo una certa propria libertà di scelta. Per mia fortuna e grazie al mio carattere aperto ed estroverso riesco ad avere dei buoni rapporti di conoscenza con tutti e di vera amicizia con alcuni, non molti.... Voglio concludere con una poesia di Gibran Kahlil Gibran "Amico mio, tu e io rimarremo estranei alla vita, e l'uno all'altro, e ognuno a se stesso, fino al giorno in cui tu parlerai ed io ti ascolterò, ritenendo che la tua voce sia la mia voce: e quando starò ritto dinanzi a te pensando di star ritto dinanzi ad uno specchio".
 
 
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