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La vita di Beatrice, ispiratrice dell'illustre poeta Dante
Alighieri, è avvolta in un grande mistero. Non sono note fonti che possono
affermare con certezza se sia realmente vissuta o se questa gentile figura
femminile sia solo frutto della pura fantasia del poeta. Secondo le notizie
raccolte dal poeta Boccaccio, e secondo alcune ricostruzioni di storici vicini a
Dante, Beatrice potrebbe essere identificata in una delle figlie di Folco
Portinari, uno dei priori di Firenze. Si racconta che i Portinari, famiglia di
origine fiesolana, abitavano a Firenze vicino alla casa di Dante. Folco aveva
sei figlie, ed una di queste finì in sposa a Simone de Bardi e morì alla giovane
età di soli ventiquattro anni. Questa fanciulla di vita breve potrebbe essere la
nostra Beatrice poichè, le date e i luoghi di questa ricostruzione, coincidono
con quanto Dante riporta nella sua opera "Vita Nova". le sorti di questa
graziosa donna, ispirano Dante a tal punto che il nome di Beatrice è sinonimo di
purezza, colei che accompagna il divino poeta in paradiso. La data di nascita e
la data di morte di questa celeberrima donna, si riconducono rispettivamente al
1266-1290.
Beatrice è stata per Dante un qualcosa di indefinibile tanto
che, la definizione di Dante è "Tanto gentile e tanto onesta pare, come una cosa
venuta di cielo in terra a miracol mostrare". Le parole di Dante indicano che fu
una donna realmente vissuta, una creatura celeste nonchè un riflesso dell'ansia
di ascesa e di purificazione del poeta. Anche se i riscontri storici sono
scarsi, nessuno mette in discussione che Beatrice sia realmente esistita e che
si identifica con Beatrice o Bice Portinari, sposa di Simone de Bardi, morta l'
8 giugno del 1290.
Dante amò questa donna secondo i canoni dell'amor cortese,
decantando la dolcezza del suo sguardo, "che 'ntender non la può chi non la
prova", la bellezza del suo viso, la grazia e la modestia dei suoi gesti.
tuttavia, quell'amore acquisì un significato diverso, libero da ogni aggancio
con la realtà terrena, stimolo ad una profonda introspezione umana e morale.
Le testimonianze del Boccaccio sull'esistenza di Beatrice,
sono racchiuse nell'opera il "Trattatello". Il poeta dichiara che il primo
incontro avvenne a Calendimaggio, tramite una festicciola organizzata in casa
Portinari. Una Beatrice da novella Borghese, una fanciulla dalla tenera età di
otto anni circa che seduce il severo giovanetto Dante con atteggiamenti gentili,
onesti e piacevoli, con una fattezza del viso delicata e ottimamente disposta,
con costumi e parole molto più gravi e modeste che il suo piccolo tempo non
richiedeva.
Il Boccaccio aggiunge rammaricandosi che questo amore, anche
se onesto, abbia traviato Dante dagli studi e da occupazioni più importanti.
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