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Il mito di Ulisse è presente in tutta la letteratura
moderna, a partire dal celebre episodio dell'Inferno, dove Dante ne fa il
simbolo dell'uomo; in numerosi drammi teatrali ed infine nell'Ulisside,
vocabolo diffuso dal D'Annunzio come prototipo di uomo desideroso di nuove
conoscenzeed esperienze. Ulisse, in greco Odisseo, era re di Itaca, figlio di Laerte e Anticlea.
Eroe sincero alla patria e alla famiglia, protetto e guidato dalla dea Atena
nelle avventure che lo portano ad affrontare strani popoli, mostri e la
furia del mare scatenatogli contro da Poseidone. Aveva guidato a Troia un
contingente di dodici navi, tutte perse durante il viaggio di ritorno ad
Itaca. Le vere sventure si abbatterono su di lui per la collera di Poseidone,
che non gli perdonò mai di avergli accecato il figlio Polifemo (il Ciclope).
Raggiunse l'isola di Eolo, il re dei venti, che lo accolse e gli diede un
otre di pelle di bue contenente tutti i venti fuorchè una brezza favorevole
che doveva riportarlo a Itaca. Mentre si riposarono, Ulisse si addormentò; i
compagni, convinti che nell'otre si trovasse dell'oro, lo aprirono facendo
uscire tutti i venti che provocarono un uragano che sospinse le navi nella
direzione opposta facendoli riapprodare sull'isola di Eolo che questa volta
però non potè aiutarli poichè gli dei avevano manifestato la loro ostilità
al suo rientro a Itaca. Ulisse riprese la sua navigazione verso Nord e
approdò nel paese dei Lestrigoni - divoratori di uomini- che fracassarono le
navi e lapidarono alcuni dei suoi uomini.
Ridotto a una sola nave e al proprio equipaggio, continuò la rotta verso
Nord approdando sull'isola della maga Circe, dove rimase per molti mesi
affrontando varie avventure. Partito dall'isola riuscì a superare, seguendo
i consigli di Circe, le insidie delle Sirene, delle Rocce Vaganti e di
Scilla e Cariddi, giungendo così sull'isola di Tinacria dove pascolavano i
buoi del dio Sole. Spinti dalla fame, nonostante il divieto di Ulisse, i
marinai uccisero alcuni buoi per mangiarli. Questa volta non fu Poseidone ad
insidiare la navigazione, ma Giove in persona, con il quale si era lamentato
il dio Sole per l'uccisione dei suoi buoi. Giove scatenò un violento
temporale dal quale si salvò solo Ulisse che non aveva voluto partecipare al
festino. Giunse più che mal ridotto all'isola di Calipso, dove la ninfa lo
trattenne per molti anni, fino a quando Atena -protettrice dell'eroe- pregò
Zeus che mandò a Calipso l'ordine di lasciarlo libero.
Ripartì con una zattera appena costruita, e andò verso Est, ma Poseidone
fece scatenare una tempesta che lo trascinò nell'isola dei Feaci. Da qui,
viene finalmente riportato ad Itaca da una nave del re Alcinoo. A Itaca deve
sconfiggere i proci, che volevano impadronarsi del suo regno prendendo in
sposa sua moglie Penelope. Durante una gara con l'arco, li sterminò tutti e
con l'aiuto di Atene, ristabilì la pace nell'isola.
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