Si tratta
del più famoso cavallo alato della mitologia greca, figlio di
Poseidone – dio del mare – e di Medusa – l’unica Gorgone mortale
dea dalle ali d’oro, con mani di bronzo, zampe di cinghiale e
serpenti intorno alla testa e alla vita; di certo è che non
sprigionava raggiante bellezza, chiunque scorgeva il suo orrendo
viso, rimaneva pietrificato – .
Il modo in
cui questo cavallo venne alla luce è a dir poco insolito:
Perseo, con una falce e uno scudo avuti in dono da Atena – dea
della sapienza – decapitò Medusa evitando di guardarla in viso,
vedendo solo la sua immagine riflessa nello scudo. Dal suo collo
ne uscirono fuori, come da una sorgente, due creature: il
cavallo alato Pegaso – il quale nome significa “sorgente” o
“acqua” – ed il guerriero Crisaore – che significa “spada
dorata” a descrizione dell’arma che aveva nelle mani al momento
della nascita – .
La leggenda
narra che Pegaso, volando sul monte Elicona, con un colpo di
zoccolo, aveva fatto sorgere Pirene, “la sorgente del cavallo”
alla quale tutte le muse si dissetavano nutrendo la loro
ispirazione per poi volare alla volta dell’Olimpo cantando con
voce sublime.
A
differenza di quanto si creda, Pegaso non fu il destriero di
Perseo, ma principalmente fu montato da un altro grande eroe,
Bellerofonte, figlio di Glauco, discendente della casa reale di
Corinto.
Bellerofonte riuscì a destreggiare Pegaso grazie all’aiuto della
dea Atena che gli donò un morso dorato che gli avrebbe fatto
dominare con facilità il cavallo. Da quel momento, Pegaso
accompagnò Bellerofonte in tutte le sue avventure ed imprese,
senza mancare a quella più ardua: uccidere la Chimera, l’enorme
ed invincibile mostro con la parte anteriore di drago e la testa
di capra fiammeggiante. A cavallo di Pegaso, l’eroe riuscì a
conficcare nella bocca della Chimera una grossa palla di piombo,
che fondendosi con per il calore dell’alito, scese nel corpo
devastando totalmente le viscere.
Ma, dopo
tutte le imprese trascorse insieme, ahimè! il destino di
Bellerofonte fu ben diverso da quello in serbo per Pegaso:
durante un tentativo di raggiungere l’Olimpo in groppa a Pegaso,
per volere di Zeus, un divino tafano lo punse facendolo cadere
in un roveto e da allora, l’eroe rimase zoppo e cieco, solo e
maledetto per il resto della sua vita; Pegaso invece, riuscì a
raggiungere l’Olimpo – dove venne albergato – portò le folgori
di Zeus che per celebrarlo eternamente, lo collocò nel
firmamento.