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NARCISO

 

     
 

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Liriope era una bellissima Ninfa dei tempi antichi, quest'ultima andava sempre a lavarsi nei fiumi, ma una mattina andò a fare il bagno nel fiume Cefiso, rimase affascinata dall'innata bellezza di questa corrente. Rimase incinta grazie alla divinità fluviale Cefiso. Dopo nove mesi partorì un bambino molto bello e sorse in lei subito una domanda: "ma mio figlio potrà vivere e giungere alla vecchiaia?", andò subito lo stesso giorno da un indovino, egli rispose: "che aveva la possibilità di vivere soltanto fino al giorno in cui il giovane si fosse rispecchiato". La madre a quel punto ebbe la premura di far sparire tutte le superfici riflettenti, per far sì che Narciso (suo figlio) potesse vivere più a lungo. A sedici anni Narciso divenne il giovane più bello del paese. Non aveva amici, amiche, fidanzate e neppure amanti, a causa del suo carattere molto egoistico, ma tutti maschi e femmine s'innamoravano della sua bellezza. Un giorno un ragazzo gli diede un biglietto con su scritto: "donami un pegno d'amore per farmi capire che m'ami, perchè senza di te è come fossi morto", Narciso gli regalò una spada, per fargli capire che anche se si fosse ucciso, lui non sarebbe stato a piangere sul suo corpo. Un'altra delle sue spasimanti era la ninfa Eco, una volta rifiutata, andò a nascondersi nei boschi fino a scomparire e a far restare soltanto un eco lontana. Se Narciso non trascorreva il suo tempo con le sue e i suoi spasimanti, come passava le intere giornate? Lui passava ore ed ore cacciando, non curandosi delle cose o persone che lo circondavano. Inutile dire che questo ragazzo non rifiutò soltanto le due figure elencate sopra, ma tutte e tutti coloro che si dichiararono, quest'ultimi disprezzati da Narciso invocarono la vendetta degli dei. A causa di tutte queste invocazioni Narciso venne condannato da Nemesi ad innamorarsi della sua immagine riflessa nell'acqua, così si sarebbe innamorato della sua immagine e una volta che si sarebbe reso conto dell'impossibilità di soddisfare la passione che nutriva, sarebbe andato incontro alla morte. Ma questa storia rimane nel mistero perchè non si sa come in realtà il giovane amato da tutti sia morto. Una prima versione dice che Narciso cercando di baciare la sua immagine, cadde nel laghetto e morì annegato. Si dice anche che Narciso s'infilzò con un pugnale e dopo cadde nelle acque dello Stige. Si racconta che dal corpo di Narciso nacque un fiore, questo  fiore a volte presenta minuscole macchie rosse che per alcuni sarebbe la prova che il fiore sia nato dallo stesso sangue di Narciso, infatti, Le Naiadi e le Driadi dopo la sua morte cercarono il corpo per collocarlo sul rogo funebre, ma trovarono soltanto vicino lo specchio dell'acqua il fiore chiamato Narciso. Si dice anche che Narciso una volta attraversato lo stinge, si sia affacciato per rispecchiarsi un'ultima volta, ma non ci riuscì perchè la sorgente dello Stinge è il fiume dei morti, quindi, è torbido e fangoso, nonchè privo di riflesso. Una volta che Narciso scoprì che non era in grado di specchiarsi, ne rimase contento e uscirono dalla sua bocca le seguenti parole: "Vuol dire che solo io sono morto, e che tu non sei morto ancora! Vivi sempre lassù, in quella fonte d'acqua limpida, nel bosco dei miei sogni!" Nella versione Beotica invece, si narra che Narciso venne condannato ad amare la sua immagine, quando Amenia, una giovane rifiutata con il massimo disprezzo, si tolse la vita davanti alla sua casa, con la stessa spada che Narciso gli aveva inviato, come macabro invito a non dargli più noia.

Insomma, il finale di Narciso è imprecisato. Quale sarà il finale reale? Si potrebbe pensare che una volta che Narciso si specchio nella spada che regalò ad Amenia come invito ad uccidersi s'innamorò perdutamente della sua immagine, riscoprendosi innamorato di se stesso, senza speranza a poter essere ricambiato prese la spada e andò al fiume per uccidersi.   

 

     
 

 

 

 

  

 

     

 


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