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Molti dei e dee della
mitologia romana, avevano funzioni e attributi simili nella mitologia greca.
Diana era la dea
romana della caccia e del prato e rappresenta simbolicamente la luce lunare,
così come il fratello Apollo quella solare. Viene identificata con la dea greca
Artemide.
Era una piacente
ragazza, figlia di Giove, con una passione sfrenata per la caccia, si divertiva
a fare strage di cervi e di cinghiali, ma oltre a questo era anche portatrice
della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, si prendeva cura di monti e
di boschi.
Diana la si può
interpretare come una femminista convinta, o perlomeno una single per vocazione,
voleva vivere libera di girovagare per i boschi in compagnia delle Ninfe
silvane.
Per la sua
determinazione nel conservare la castità, fu crudele con il povero cacciatore
Atteòne, che fu tramutato in cervo e dilaniato dai cani della stessa dea, solo
perchè aveva osato guardarla con ammirazione mentre lei si attingeva a fare il
bagno nuda. (che donne! prima provocano e poi ti trucidano).
L'unico suo grande
amore, fu il pastore Endimione, un amore interiore, costituito solo di
silenziosa contemplazione. Diana, impietosita dalla disgraziata sorte di Endimione (fu condannato da Giove a un sonno eterno nella profondità di una
caverna) penetrava ogni notte nel suo antro sotto le sembianze di Seléne (la
Luna) e lo baciava con i suoi raggi.
In questo mito, i
greci racchiusero la delicata favola del Sole morente che s'incontra con i primi
riflessi della Luna.
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